Quando si è giù di morale, non c'è nulla di meglio di un dolce.

Ma non basta assaggiarlo, non basta sentire il suo gusto..
La parte più bella è la preparazione, affondare le mani nella farina, sentire il profumo della cannella che si spande per la casa, vedere come tutti gli ingredienti, in apparenza così diversi, si amalgamano insieme e diventano una cosa sola. C'è qualcosa di più poetico della croccantezza di una nocciola, della cremosità della panna o del profumo dolciastro della frutta candita? Di più sorprendente del candore del latte bollente o di prendere tra le mani una manciata di chicchi di caffè?
Quando sei triste, quindi, ricorda: impegnati con amore e passione nella preparazione di un dolce, la gioia che ne scaturirà dalla sua buona riuscita, riuscirà a placare, anche per un solo istante, qualsiasi dolore.

martedì 12 febbraio 2013

Crescentine

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Come spesso accade quando le ricette tradizionali vengono acquisite da altre regione o da altre zone, i nomi cambiano, vengono confusi e assumono le connotazione più diverse.
Mio padre è di origine veneta e i suoi parenti non hanno ben chiaro cosa siano certi piatti emiliani: chiamano le tagliatelle lasagne e  le lasagne pasticcio. Ora, immagino l'espressione di un emiliano
a cui viene detto che oggi si mangeranno le lasagne e vede arrivare in tavola un piatto di tagliatelle! :D La stessa espressione che avrebbe un qualche mio compaesano della bassa modenese, se sentisse che chiamo questi deliziosi dischetti di pasta di pane "crescentine" e non "tigelle"! Le crescentine, infatti, sono un pane tipico dell'Appennino modenese e, se vogliamo essere precisi, la parola tigella, non solo non è il nome originale, ma rappresenta il quadrato di argilla che veniva utilizzato per cuocerle.
Qui da noi, non è solo stato stravolto il nome, ma anche la ricetta e il loro utilizzo: le nostre "tigelle" sono arricchite da strutto o panna e non le mangiamo come pane d'accompagnamento, ma come vero e proprio piatto unico insieme ad affettati e formaggi (tradizionalmente l'unico ripieno usato era il "pesto" fatto con lardo, rosmarino e aglio). Dopo questa luuuuunga introduzione,passiamo alla ricetta e se qualche montanaro ha qualche appunto da fare su quanto ho scritto mi faccia sapere :)
Ho voluto riproporre la ricetta tradizionale dell'Appennino, sono venute delle crescentine croccanti e vuote dentro, molto leggere e gustose.
 
DSCN6656DSCN6655crescentine
Ingredienti (per 80 tigelle)
1 kg di farina 0
1 cucchiaio di olio evo
2 cucchiaini di sale
25 gr di lievito di birra
100 ml di latte
450 ml di acqua (aggiungerne 400, poi regolarsi in base all'assorbimento della farina)
 
Procedimento
Io ho usato l'impastatrice, ma si può impastare anche a mano.
Sciogliere il lievito nel latte, mescolando per bene. Versare nella ciotola la farina e aggiungere il latte con il lievito, mescolando alla velocità minima. Aggiungere l'olio e l'acqua poco alla volta, fino ad ottenere una pasta compatta e non appiccicosa, ma molto morbida e umida. Quando è stata aggiunta metà acqua, unire il sale.
Mettere l'impasto in una ciotola capiente leggermente unta d'olio (l'impasto deve più che raddoppiare) coperta con un canovaccio umido nel forno spento. Lasciare lievitare per circa 2 ore (l'impasto deve diventare più del doppio, in estate ci vorrà meno tempo), dopodichè coprire con la pellicola trasparente e mettere in frigo per circa 1 ora e mezza.
Passato il tempo prendere l'impasto, estrarlo dalla ciotola e, staccando un pezzo alla volta. reimpastarlo velocemente.
Per stendere la pasta io ho usato la sfogliatrice alla misura più larga, ma si può  stendere anche con il mattarello ad un altezza di circa 2-3 mm. Se serve. cospargere leggermente di farina per non far attaccare la pasta. crescentine
Ricavare tanti dischetti di circa 6 cm di diametro con un bicchiere o un coppapasta e stendere le crescentine su vassoi o piatti rivestiti di carta forno . Coprire con dei canovacci facendo in modo che restino il più possibile staccati dall'impasto e far lievitare per circa 1 ora e mezza/2 (devono raddoppiare di volume).
crescentine Io le ho cotte con la tigelliera elettrica ben calda, ma va benissimo anche quella classica per circa 3 minuti.crescentine
Per mantenerle calde, ho acceso il forno a 100°C, poi l'ho spento e le ho messe dentro dei canovacci dentro al forno.
Servirle con affettati e formaggi.
Riassunto tempi di lievitazione
ore 14.30: impasto
ore 15.00: inizio lievitazione
ore 17.00: impasto in frigo
ore 18.45: formazione tigelle
ore 20.30: cottura
Sono veramente leggere, delle 80 iniziali ne sono rimaste solo 12, ed eravamamo in 4 a cena!crescentine
Quelle avanzate le ho congelate: si tirano fuori dal freezer mezz'ora prima di mangiare e scaldate nel fornetto elettrico per qualche minuto sono come appena fatte!


























Piccole soddisfazioni

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