Quando si è giù di morale, non c'è nulla di meglio di un dolce.

Ma non basta assaggiarlo, non basta sentire il suo gusto..
La parte più bella è la preparazione, affondare le mani nella farina, sentire il profumo della cannella che si spande per la casa, vedere come tutti gli ingredienti, in apparenza così diversi, si amalgamano insieme e diventano una cosa sola. C'è qualcosa di più poetico della croccantezza di una nocciola, della cremosità della panna o del profumo dolciastro della frutta candita? Di più sorprendente del candore del latte bollente o di prendere tra le mani una manciata di chicchi di caffè?
Quando sei triste, quindi, ricorda: impegnati con amore e passione nella preparazione di un dolce, la gioia che ne scaturirà dalla sua buona riuscita, riuscirà a placare, anche per un solo istante, qualsiasi dolore.

sabato 5 dicembre 2015

Pizzeria Saporè - San Martino Buon Albergo (VR)

Saporè – via Ponte 55°, San Martino Buon Albergo (VR)

Un saluto a tutti! Questa nostra prima recensione è dedicata alla pizzeria di Renato Bosco, in cui siamo stati domenica 29 novembre 2015.
Quel giorno abbiamo deciso di venire a Verona per vedere i mercatini di Natale e in questa occasione torniamo da Saporè, torniamo perché non è una novità assoluta, ci siamo già stati una volta a cena a settembre. 

La prima volta avevamo mangiato:
-         Due pizze tradizionali, una “L’ortolana Vegan”, una pizza alle verdure con ghomasio, semi di zucca e di girasole, l’altra La Burrata e Crudo, con burrata pugliese e crudo di Parma Sant’Ilario 30 mesi.
-         A seguire un dolce, il “Lievitato dolce con gelato”, che consiste in una fetta del panettone di Renato Bosco accompagnato con gelato artigianale.

Questa volta andiamo a pranzo. Il menù a pranzo è ridotto rispetto a quello disponibile la sera, ma l’esperienza rimane comunque fantastica!
-         Inizialmente prendiamo un Crunch di pizza “Presidio Slow Food”: si tratta di una pizza al taglio con pomodoro, fiordilatte, Montèbore, oliva di Ferrandina, Stortina Veronese.
-         A seguire abbiamo preso ”Aria di Pane al vapore”, una pizza con un impasto alto molto particolare, condita con pomodoro, bufala campana, basilico e origano.
-         Poi ”Aria di Pane classica” con pomodoro, burrata pugliese e crudo di Parma Sant’Ilario.
-         Infine un tiramisù al caffè.

Inoltre, nella pizzeria è possibile anche acquistare direttamente alcuni dei loro prodotti (o da loro utilizzati)! 
Noi abbiamo comprato:
-       -  Un panettone con amarene e cioccolato (questo non l’abbiamo ancora mangiato, quindi ci dispiace di non poterlo includere nella recensione! Magari lo faremo in un futuro post!)
-         Una confettura di mele e zenzero
-         Un kit pizza (farina macinata a pietra e un vasetto di passata di pomodoro).
Se possiamo anticipare già un giudizio positivo riguardo al pranzo, esso riguarda il fatto che la modalità in cui ci sono state servite le pietanze, ovvero a spicchi, è molto comoda se, come noi, anche voi volete provare più tipi diversi di pizza. Inoltre, in questo modo abbiamo pranzato effettivamente assieme, cioè entrambi le stesse cose e nello stesso tempo.


Ma partiamo dall’inizio, cioè dalla cena:
-         La pizza alla verdure è sorprendente! È senza mozzarella, scelta che porta con sé il rischio di ottenere un risultato insipido e un po’ triste…in questo caso non è affatto così! Infatti, la pizza è condita in giusta quantità con una selezione di verdure e, a cottura ultimata, è stata insaporita con una spolverata di ghomasio, scelta secondo noi azzeccata, perché mantiene la leggerezza della pizza alle verdure, ma allo stesso tempo la rende appetitosa.
-   La pizza con burrata e crudo Sant’Ilario è ottima! Quello che colpisce è l’equilibrio dei sapori e il bilanciamento che si ha fra il gusto deciso della burrata e quello altrettanto netto del prosciutto.  Mangiandola si ha la chiara impressione che chi ha creato questa pizza ha posto la giusta attenzione all’abbinamento di sapori. Un ruolo rilevante è anche giocato dalla qualità dei prodotti impiegati, che fa la differenza e giustifica il prezzo di queste pizze.


-         Il “Lievitato dolce” è buono sia per quanto riguarda il panettone, che presenta un invitante colore giallo ed era davvero soffice, sia per la parte gelato.






Passiamo ora alle pizze che abbiamo gustato a pranzo:
-         Il Crunch è apparentemente una pizza in teglia. Già osservandolo dal piatto in cui ci viene servito ci siamo dimenticati le tipiche pizze al taglio, più unte che altro: l’aspetto è curato allo stesso modo delle pizze tonde tradizionali. Lo assaggiamo: il fondo è croccante e la parte superiore col condimento soffice, ma non molliccia…la consistenza è a nostro parere quello che si vorrebbe sempre trovare in una pizza al taglio. Il gusto è sempre molto bilanciato e la disposizione dei diversi condimenti è regolare (non troverete addensamenti di salume o di olive, tranquilli!). In ogni caso, forse, se instaurassimo un confronto con quello mangiato in precedenza, questa pizza è quella un po’ meno sensazionale.



-         L’aria di Pane al vapore è una svolta. Da quando è arrivata non avremmo desiderato smettere di mangiarla. È una pizza alta circa due dita, ma leggerissima: l’impasto infatti è molto alveolato, cosa che unita alla lunga levitazione con pasta madre, rende il tutto davvero digeribile. La cottura al vapore (per questo giudizio abbiamo aspettato di assaggiare i tipo successivo di aria di pane, quella classica) la mantiene ancora più morbida, senza però dare la sensazione di umido. Per quanto riguarda il sapore, l’impasto è molto “gentile” e permette agli ottimi ingredienti del condimento di risaltare.

-         L’aria di Pane classica è stata una conferma dopo quella al vapore. L’impasto è più croccante in superficie, non sapremmo dire quale delle due varianti ci è piaciuta maggiormente: semplicemente ti fanno entrambe venire voglia di mangiarne ancora! Il condimento con burrata e crudo è, come nella pizza tradizionale provata alla cena di settembre, equilibrato e saporito. Dopo questa pizza abbiamo a malincuore desistito dalla tentazione di provare un altro tipo di pizza…sola la voglia conservarci per un dessert ci ha trattenuto.



-         E così arriviamo al tiramisù al caffè! La presentazione del piatto è davvero efficace. Sarà perché quando cucino mi piace molto impiegare bicchierini e vasetti e fare delle pratiche monoporzioni, ma quando ci hanno servito il tiramisù dentro ad un vasettino da marmellata sono stata colpita in positivo. Il vasetto è su un piatto rettangolare; dalla parte opposta, invece, il tappo disposto ribaltato funge da contenitore per due biscottini alle mandorle (sempre firmati da Renato Bosco); accanto una tazzina con del caffè (origine Guatemala). Il cameriere ci ha spiegato che i biscotti dentro al tiramisù erano già imbevuti nel caffè, ma noi avremmo potuto a nostra discrezione aggiungerne ancora per render il sapore più intenso. Assaggiandolo, abbiamo trovato il mascarpone stranamente leggero, spumoso e non eccessivamente dolce, cosa che spesso capita! Abbiamo provato il tiramisù prima senza e poi con l’aggiunta di caffè e su questa il nostro parere è discorde: secondo me l’aggiunta è lecita e arricchisce bene il gusto, mentre secondo il mio collega ingegnere, il sapore è già abbastanza definito e l’aggiunta va a sovrastare un po’ il gusto delicato del mascarpone (senza nulla togliere al caffè, veramente pieno e di qualità…tanto che poi non gli è dispiaciuto finire tutto quello rimasto!).



Abbiamo cercato di valutare secondo il nostro gusto queste due esperienze fatte da Saporè.  Inutile aggiungere che sono state entrambe ottime, in cui abbiamo avuto a che fare con un concetto di pizza per certi tratti nuovo rispetto a quello a cui siamo abituati e per questo davvero d’effetto. Quindi, senza troppe cerimonie il consiglio finale è: provatelo!

Aggiungiamo giusto una nota: siccome l’idea di questa recensione ci è venuta solamente alla fine del pranzo e giusto un secondo prima del dolce, ci siamo trovati totalmente sprovvisti delle foto delle pietanze che avevamo gustato…anche se la tentazione di riordinare tutto il pasto una seconda volta per fare le foto e per gustarlo di nuovo era grande, ci siamo trattenuti. Questo è il motivo per cui le foto di questa recensione, a eccezione di quella del tiramisù, non sono state scattate da noi, ma sono prese da TripAdvisor (http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g1080469-d2033829-Reviews-Sapore_pizza_e_cucina-San_Martino_Buon_Albergo_Province_of_Verona_Veneto.html). Proveremo ad essere più precisi nelle prossime occasioni!



A presto seguiranno le nostre prove, insomma le nostre rivisitazioni delle pietanze provate; in questo caso, l’intento non è tanto migliorare (sarebbe un’impresa di un certo rilievo), ma di dare una nostra versione, sperando che riesca bene e piaccia anche a voi! 

Piccole soddisfazioni

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