Quando si è giù di morale, non c'è nulla di meglio di un dolce.

Ma non basta assaggiarlo, non basta sentire il suo gusto..
La parte più bella è la preparazione, affondare le mani nella farina, sentire il profumo della cannella che si spande per la casa, vedere come tutti gli ingredienti, in apparenza così diversi, si amalgamano insieme e diventano una cosa sola. C'è qualcosa di più poetico della croccantezza di una nocciola, della cremosità della panna o del profumo dolciastro della frutta candita? Di più sorprendente del candore del latte bollente o di prendere tra le mani una manciata di chicchi di caffè?
Quando sei triste, quindi, ricorda: impegnati con amore e passione nella preparazione di un dolce, la gioia che ne scaturirà dalla sua buona riuscita, riuscirà a placare, anche per un solo istante, qualsiasi dolore.

giovedì 17 dicembre 2015

Ristorante Buriani, Pieve di Cento (BO)

Un saluto a tutti! Oggi vi presentiamo un’altra nostra esperienza culinaria in un ristorante. Questa volta siamo stati in provincia di Bologna, a Pieve di Cento, al Ristorante Buriani (via Provinciale Bologna 2/A). Abbiamo trovato il posto cercando su internet e lo abbiamo notato perché nel sito era presente tutto il menù d’autunno: la cosa che ha catturato la nostra attenzione è stata l’originalità degli abbinamenti e la complessità dei piatti. Spinti anche dalla curiosità di verificare se questi accostamenti fossero solo attraenti sulla carta o fossero davvero azzeccati, abbiamo deciso di concederci un piccolo sfizio e provare direttamente questi piatti. 





Quindi, un venerdì sera prenotiamo e andiamo a cena (vi consigliamo la prenotazione, perché il ristorante ha pochi posti a sedere). Entrando l’impressione che si ha è di un posto molto curato ed elegante, ma comunque senza eccessi e fronzoli. Il personale è molto gentile e attento. Fra le accortezze vi è una vellutata di carciofi e patate servita come entrata prima delle nostre ordinazioni. La cosa è stata molto apprezzata, anche perché era effettivamente molto buona e le patate la rendevano morbida come deve essere. 



Anche il cestino del pane ci ha fatto un’impressione positiva, infatti c’erano diverse tipologie di “pane: grissini al finocchio, girelle al sapore di pizza, panini all’uvetta, focaccia con pomodorini e olive…tutto indice di attenzione al dettaglio.


Le nostre ordinazioni sono state:

2 antipasti
-        Seppie con crema spumosa alla zucca e colatura di alici.
-        Cadono le foglie: crema di sedano rapa, terra ai porcini e foglie miste.

2 primi
-        Spaghetti alla ricciola, limone capperi e caviale di olive.
-        Risotto alla zucca, anice stellato e anatra confit.

1 dolce
-        Profumo di uomo. Crema al tabacco e vaniglia, muschio, sandalo e bergamotto.


Seppie con crema spumosa alla zucca e colatura di alici.

L’occhio è pienamente appagato dalla composizione. Sul un piatto rettangolare molto elegante è stata stesa la spuma di zucca con la colatura di alici e sopra di esse sono adagiate due seppie grigliate: semplice ma molto bella. Quando avevamo ordinato avevamo avuto un po’ paura perché in questi piatti la zucca rischia di essere troppo dolce e “uccidere” gli altri sapori, ma non è stato questo il caso, perché, secondo noi grazie alla colatura di alici, il sapore della zucca era stemperato e risultava piacevolmente delicato. Sulle seppie nulla da dire: buone e morbide. Nel complesso quindi un piatto ben riuscito, anche se la nostra preferenza è stata per altre portate!



Cadono le foglie: crema di sedano rapa, terra ai porcini e foglie miste.

Il piatto è davvero molto coreografico: sul piatto è versata una vellutata ottenuta col sedano rapa; sopra i funghi chiodini e le foglie di misticanza condite con un ottimo olio extra vergine di oliva, tutto coperto da un crumble ai porcini. Secondo noi il punto forte di questo antipasto era il fatto che i sapori erano perfettamente studiati e se si aveva l’accortezza di prendere un po’ di ogni cosa nella stessa forchettata, il gusto era perfettamente equilibrato e delizioso: i funghi molto saporiti in contrasto con la delicatezza del sedano rapa, il croccante della briciole del crumble con la morbidezza della vellutata, il tutto accompagnato dalla freschezza della misticanza… questo antipasto secondo noi merita davvero un 9!


Spaghetti alla ricciola, limone capperi e caviale di olive.

La cura della presentazione viene confermata. Gli spaghetti sono raccolti al centro del piatto con i capperi, la ricciola, e sopra a tutto il caviale di olive; attorno qualche altro pezzetto di ricciola e una spolverata di polvere di cappero. Non appena lo assaggiamo, scopriamo che questo piatto ha veramente un sapore deciso, ma comunque non pesante: lo abbiamo continuato ad apprezzare fino alla fine senza stancarci! Non ci viene in mente altro che fare i complimenti per la scelta di questo condimento: la ricciola è un pesce saporito e fresco, giusto per i capperi e le olive anch'essi saporiti e intensi.


Risotto alla zucca, anice stellato e anatra confit.

Prima di parlare di questa pietanza dobbiamo premettere che il risotto è il cavallo di battaglia della mia collega ingegnere! Quindi quando si tratta di riso, siamo sempre molto critici! In questo caso non abbiamo trovato nessun difetto perché il riso era cotto al punto giusto e la cremosità era perfetta. L’anice stellato è un sapore forte, che si trova in certi punti del piatto e stacca dal sapore continuo della zucca; l’anatra, che è una delle mie carni preferite, è qui ancora più sapida di quanto sono abituato, forse dovuto alla cottura confit. Nel complesso comunque questo piatto è passato forse un po’ in secondo piano, non tanto perché mancasse di qualche cosa, ma piuttosto perché gli spaghetti e l’antipasto di terra ci hanno colpito di più.




Prima del dolce ci viene servito un semifreddo alla vaniglia con pistacchi, miele e pepe di Sichuan; questo “antipasto al dolce” è un’ulteriore conferma alle nostre buone impressioni e giustifica, insieme al tipo di piatti e accostamenti gustati, il costo non proprio economico della cena.


Profumo di uomo. 
Crema al tabacco e vaniglia, muschio, sandalo e bergamotto.

Partiamo col dire che ci siamo trovati spiazzati davanti alla carta dei dolci, tutti molto originali e in grado di attrarre l’attenzione, se non per il nome, per la particolarità degli ingredienti. Scegliamo questo dolce perché alla mia collega ingegnere piacciono molto i profumi speziati con tracce di sandalo.
Il piatto è una composizione. Su un piatto rettangolare nero opaco si ha da un lato un rettangolo (a dire il vero un parallelepipedo) di crema al tabacco con sopra le briciole di due diversi crumble, uno al bergamotto (verde) e uno al sandalo (marrone) e dei cubetti di gelatina; dall'altro lato una pallina di gelato alla vaniglia con un biscotto al cioccolato. Il cameriere, non appena ci serve questo magnifico dolce, ci spiega quali sono le diverse parti e ci porta una bottiglietta contente delle essenze naturali (e dunque edibili) di sandalo, bergamotto e muschio; dopo averci spiegato il dolce spruzza un po’ di essenza su di esso e ci lascia il profumo lasciandoci liberi di usarla ancora a nostra discrezione.
La crema è a metà fra una crema pasticciera e una mousse, una consistenza molto particolare. Sopra i due diversi crumble e le gelatine la rendono profumata e ci spingono a gustare questo dolce con lentezza. Per quanto riguarda l’altra parte del piatto, il gelato, supponiamo fatto anch'esso dal ristorante, sa veramente di vaniglia; il biscotto al cioccolato (una sorta di lingua di gatto), croccante e non dolce, è perfetto e svolge un po’ il ruolo di una cialda.




Alla fine della cena abbiamo preso un ottimo caffè che ci è stato servito con una selezione di dolcetti: mandorle, nocciole e scorzette di arancia ricoperte di cioccolato fondente.

In conclusione possiamo dire che il dolce era ottimo e lo mettiamo insieme all'antipasto di terra e agli spaghetti alla ricciola nella nostra selezione di piatti per comporre una cena da favola!


A presto pubblicheremo la nostra versione di questi pietanze, cercando di modificarle e di variare gli accostamenti, e rimanendo ben consapevoli che il merito di questa cena sta nell'originalità e negli accostamenti di sapori! 

Piccole soddisfazioni

Piccole soddisfazioni

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Premio dell'amicizia blogger

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